Ecobonus 110%, anche la VMC in detrazione in abbinamento alla realizzazione del cappotto termico o alla sostituzione dell’impianto di riscaldamento

Da oggi, l’installazione di un sistema di VMC, correlata ad un intervento di coibentazione di superfici opache oppure in concomitanza con la sostituzione del generatore di calore, può essere agevolata con l’Ecobonus.

Lo specifica l’ENEA – l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – all’interno della sezione del portale ufficiale.

Al punto 16.D della sezione dedicata agli impianti termici, l’ENEA specifica infatti che: relativamente all’installazione di impianti di VMC nel caso di interventi di isolamento termico delle superfici opache disperdenti, per le nuove costruzioni, o edifici sottoposti a ristrutturazioni importanti o a riqualificazioni energetica, ed in particolare qualora si realizzino interventi che riguardino le strutture opache delimitanti il volume climatizzato verso l’esterno, è necessario procedere alla verifica dell’assenza di rischio di formazione di muffe e di condensazioni interstiziali, in conformità alla UNI EN ISO 13788. Nel caso in cui, pur considerando il numero di ricambi d’aria naturale previsto dalla norma UNI-TS 11300-1 e provvedendo per quanto possibile alla correzione dei ponti termici, permanga il pericolo di formazione di muffe o condense in corrispondenza di essi i sistemi di VMC rappresentino una valida soluzione tecnica. In queste condizioni, pertanto, tali sistemi si ritengono ammissibili alle detrazioni fiscali, se realizzati congiuntamente agli interventi di coibentazione delle superfici opache, nei limiti di spesa, detrazione e costo specifico a quest’ultimi riservati.

Al fine di verificare la condizione sopra indicata, è necessario che il tecnico abilitato alleghi come parte integrante e sostanziale dell’asseverazione di cui al Decreto interministeriale 06 agosto 2020 (c.d. DM Requisiti Tecnici) una relazione tecnico dalla quale emerga la sussistenza di detto presupposto. Tale relazione dovrà altresì dimostrare che il sistema di VMC installato consegua un risparmio energetico rispetto alla situazione che prevede la massima correzione dei ponti termici, come sopra indicato, un numero di ricambi d’aria naturale pari a quello previsto dalla norma UNI-TS 11300-1 calcolato nell’ipotesi che venga alimentato solo con energia elettrica prelevata della rete. Per quanto sopra, risultano ammissibili esclusivamente i sistemi di VMC dotati di recupero di calore.

Inoltre, a prescindere da quanto sopra riportato, si ritiene che i sistemi di VMC possono accedere alle citate detrazioni fiscali anche nel caso in cui siano associati ad un intervento di sostituzione di un impianto di climatizzazione invernale con un impianto con fluido termovettore ad aria e siano con esso strettamente integrati. In tal caso i  sistemi di VMC risultano parte integrante dell’impianto di climatizzazione invernale e ad essi si applicano i medesimi limiti di spesa, detrazione e costo specifico per i citati impianti. Anche per tale casistica, il sistema di VMC installato deve garantire un risparmio energetico, da asseverare mediante relazione di un tecnico abilitato, rispetto alla situazione che prevede un numero di ricambi d’aria naturale pari a quello previsto dalla norma UNITS 11300-1 nell’ipotesi che sia alimentato esclusivamente con energia elettrica prelevata della rete. Di conseguenza, sono ammissibili solamente i sistemi di VMC dotati di recupero di calore. La relazione di cui sopra può essere allegata, per farne parte integrante e sostanziale, all’asseverazione prodotta ai sensi del suddetto “decreto requisiti tecnici” nei casi da esso previsti.”

Per quanto riguarda le scadenze, il superbonus 110% resta in vigore (art. 119 decr. Rilancio, comma 8-bis):

  • fino al 30 giugno 2022 per i lavori su singole unità immobiliari;
  • fino al 31 dicembre 2022 per gli interventi effettuati dai condomini, a prescindere dall’aver effettuato il 60% dell’intervento complessivo entro il 30 giugno;
  • fino al 31 dicembre 2022 per i lavori effettuati da persone fisiche su edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà (se al 30 giugno sono effettuati lavori pari almeno al 60% dell’intervento complessivo);
  • fino al 30 giugno 2023 per gli IACP (fino al 31 dicembre 2023 se il 60% dell’intervento è stato completato entro la metà dell’anno).